PADOVA 2019

 

 

PISA 2019

 

 

“ARCHEO-CITY: frammenti di memoria”

Stefano Boato per OFFICINE GARIBALDI  – Via Gioberti, 39  PISA

03  > 10 maggio 2019  

 

Opening  >  03 maggio ore 17.00  presentazione a cura di Alice Zucchini

 

www.officinegaribaldi.it – www.stefanoboato.com

 


L’artista veneziano Stefano Boato, con “Archeo-City: frammenti di memoria” riapre il dialogo che aveva incominciato a tessere col pubblico prima nel 2017 con l’esposizione “Cities” realizzata a Padova allo Spazio Tindaci e poi nel 2018 con “Metropolis” che ha tenuto a Milano da Colombo in Via della Spiga.

 

“Archeo-City: frammenti di memoria” sarà ospitata nello splendido spazio culturale "Officine Garibaldi" di Pisa dal 3 al 10 maggio 2019, con inaugurazione venerdì 3 maggio alle ore 17 a cura di Alice Zucchini, Responsabile BLOG di “Officine Garibaldi” che presenterà il progetto e il percorso espositivo.

 

Boato ha realizzato una raccolta di lavori, nuovi ed inediti, sul tema delle "Città": plastici realizzati con componenti ed apparati elettronici recuperati da vecchi computer destinati al macero ed assemblati come tessere di un mosaico e poi dipinti a formare suggestioni di città abbandonate e in apparenza silenti o forse a testimoniare le rovine di un’archeologia post-industriale, sicuri frammenti di una memoria dimenticata o latente che si insinua nei meandri dei componenti elettronici di cui sono composte.

 

Queste nuove “Città” che l’artista ha battezzato “Archeo-City” ricordano affascinanti reticoli urbani, luoghi privilegiati dove si spiega l’agire umano, che si distendono davanti agli occhi di chi guarda e osserva: sono questi frammenti che rimandano alla memoria di tempi antichi o sono il palcoscenico di una nuova realtà cosmopolita dove tutto è immobile e in attesa di vita?

 

L’artista si pone un quesito, che è l’eterno quesito che si pone l’uomo: dove è l’uomo e dove è la vita? Allo spettatore la risposta.

 

L’installazione e le opere che l’artista realizza per “Officine Garibaldi” si lasciano ispirare dal libro “Olgius, viaggio verso l’ignoto” scritto da Antonio Pra, architetto e amico d’infanzia dell’artista e che verrà presentato il giorno dell’inaugurazione alle ore 18.  

 

L’artista Boato e lo scrittore Pra fanno interagire le loro opere: da un lato le “Archeo-City” di Boato ci vogliono far riflettere sul nostro passato catapultandoci a pensare come sarà il nostro futuro, l’”Olgius” di Pra si interroga sulle Antiche Civiltà e attraverso la scoperta di avanzati artefatti tecnologici ci spinge a pensare che ci potrebbero essere delle ragioni in grado di far vacillare le nostre certezze sul mondo che ci circonda.

 

Entrambi gli artisti saranno presenti all’inaugurazione venerdì 3 maggio 2019.

 

L’installazione e la mostra resteranno visibili al pubblico dal 3 al 10 maggio 2019 con ingresso libero nella zona di ingresso dello spazio “Officine Garibaldi”.

 

Lo spazio espositivo: dalle ceneri dell’Istituto commerciale Einaudi sono sorte le Officine Garibaldi, un progetto per un immobile innovativo che investe 8 milioni di euro che, grazie a fondi comunitari-regionali e che vuole valorizzare il patrimonio storico e culturale della città di PISA.

Una struttura polifunzionale, dalla superficie di quasi 5mila metri quadrati con un ampio spazio esterno, con pareti a vetro per valorizzare le mura antiche della città che scorrono alle sue spalle.

Uno spazio per uffici, postazioni coworking, sale formazione, biblioteca e le sale per gli eventi, un centro intergenerazionale ed interculturale, dove vedere spettacoli cinematografici, ascoltare musica, leggere insieme un libro, cercare informazioni generali e sul territorio, conoscere lo sport, frequentare corsi di formazione, usufruire dello sportello di ascolto e orientamento, avvalersi dei mezzi di comunicazione di web tv e radio e, soprattutto, comunicare con il mondo.

Uno spazio per tutti quei giovani che hanno idee imprenditoriali e progettuali per il loro futuro dove trovare il supporto di una rete per realizzare i propri sogni.

 

 

SCORZE (Venezia) 2018

 

 

Si inaugura sabato 1° dicembre 2018, alle ore 18.30, presso gli spazi espositivi di Villa Orsini di Scorzé (via Roma, 53; vedi scheda evento allegata), Rivelare, personale dell’artista Stefano Boato.

 

La mostra, visitabile fino a domenica 16 dicembre 2018, è curata dal critico d’arte Gaetano Salerno e realizzata in collaborazione con il Comune di Scorzè, con il Circolo Culturale Scorzè e con Segnoperenne.

 

Rivelare presenterà al pubblico una selezione critica di lavori dell’artista appartenenti a diversi periodi e a differenti cicli esecutivi (Reticoli, Combine, Box 3D, Contaminazioni Pop, Collage) per evidenziarne la ricerca eterogenea - compiuta primariamente nel solco della pittura - e i valori concettuali evocati da un’azione pittorica solo apparentemente dicotomica, prima dettagliato atto descrittivo (verso la forma), poi perentorio atto sottrattivo (sopra/oltre la forma), con tratti cromatici che si stendono sulle stesse immagini (“un effetto ottico visivo che allontana l’immagine dallo spettatore come una specie di sipario” usando le parole dell’artista) per ricondurle alla loro potenziale natura astratta (dietro l’inganno visivo della pittura) e per riflettere sul loro significato aprioristico e archetipico.

 

Dice Stefano Boato parlando del proprio lavoro: “Compongo forme usando sagome ricavate da immagini e simboli comuni. Mi interessa più la forma che il contenuto simbolico; poi allontano tutto dietro un sipario di righe colorate, a volte tra loro parallele, a volte incrociate. Devo trovare il punto di equilibrio, il punto in cui il quadro è compiuto e poi fermarmi perché potrei arrivare a coprirlo interamente di colore, riga dopo riga”.

 

Un ragionamento ontologico sulla pittura contemporanea (nei medesimi luoghi esplorati dalla pittura analitica e dalla pittura concreta); ridipingere la pittura è infatti, secondo il critico Gaetano Salerno, una ricerca sul valore semantico della pittura stessa, oltre l’apoteosi dell’icona che qui non si manifesta attraverso la sua struttura compiuta, piuttosto si offre nel percorso di annullamento (“riga dopo riga”) che ne confuta i valori mediatici senza tuttavia privarla degli elementi significanti né dell’essenza compositiva originaria data dalla sua ricostruzione sommativa, presente oltre il velo della prima e

immediata superficie, sulla tela.

 

Le opere presenti in mostra, pitture di piccole, medie e grandi dimensioni (acrilico e tecnica mista su tela e su differenti supporti, collage) determinano così reiterate duplici scoperte nel testo (e oltre il testo) pittorico, determinanti rivelazioni, sia per l’atto del ri-velare (cioè del ri-coprire) con il quale l’artista compie una seconda azione pittorica sui soggetti già presenti nell’opera (mutuati dall’archivio di visioni pop, condivise e riconoscibili) e apparentemente ne modifica la lettura percettiva, sia per l’”atto rivelante”, lo svelare cioè l’icona, enfatizzata dal fitto reticolo di trame cromatiche che, lasciandone intravedere l’essenza (imagines agentes), ne rafforzano sia l’immanenza sia il senso del loro essere.

 

Scrive Gaetano Salerno, curatore della mostra, a proposito della ricerca dell’artista: “Oltrepassando un confine labile che lo schermo pittorico può solo enfatizzare, Stefano Boato apparentemente stempera sulla superficie della tela l’incertezza dell’esistenza attraverso un agire che cita il soggetto negandolo con apparenze e trasparenze, inquadrandone e svelandone la natura teorica dietro una barriera protettiva al tempo riflessiva e riflettiva. Ridipingere la pittura equivale invece a esplorare ogni livello del non essere; citare le assenze e i vuoti di una realtà appiattita e uniformata dalle forme e da una ponderata casualità di linee intersecanti le linee del mondo della figurazione - l’ordine cosmico perduto - traduce il bisogno di una generazione artistica di definire il proprio spazio, dopo l’implosione del senso e l’epoca delle disarmonie.

Con colori filamentosi e vibratili tracciati lungo le direttive compositive del quadro individua gli interstizi nei quali ricollocare il senso del nostro pensare l’opera, orientando i punti di fuga degli sguardi su presenze riconoscibili, spinte verso nuovi epiloghi comunicazionali perché liberate definitivamente da ogni appiglio realistico o immaginifico. L’essenza evanescente della materia trascende l’immobilismo geometrico o la genericità di espressioni minimaliste: segmenti e porzioni severe di rette trasportano emotivamente l’archetipico rigoroso a un lirismo armonico e fortemente empatico, scandagliando la sfera dell’intuibile, oltre l’estetica limitante

dell’ortogonalità, per aprire ogni visione all’inafferrabile […] “. (da testo critico Ridipingere la pittura, catalogo World Wide Works)

 

Stefano Boato nasce a Dolo (Venezia) nel 1961. Vive e lavora tra Padova e Venezia.

Sviluppa, crescendo, una formazione scientifica sino a completare gli studi con la laurea in Ingegneria all’Università di Padova.

Dal 1990 compie da autodidatta studi sulle tecniche pittoriche e approfondisce le conoscenze sulle Avanguardie storiche con cui continua a confrontarsi esprimendo e ricercando un linguaggio autonomo e personale. La sua ricerca artistica percorre due binari paralleli che partono dall’osservazione e dagli stimoli del mondo reale per approdare a due differenti ma complementari ambiti di ricerca: lo sviluppo e la

rielaborazione della forma, da un lato, lo studio della rappresentazione dello spazio dall’altro.

Dal 2009 espone i propri lavori in numerose mostre personali e collettive e partecipa a importanti premi artistici internazionali.

Vive e lavora tra Padova e venezia

MILANO 2018

 

 

COLOMBO  X  STEFANO BOATO
 

"Metropolis"


Colombo Via della Spiga and Metropolis: an event at the heart of Milan celebrating the "Cities", caught by artist Stefano Boato in their fascinating urban essence. 
WHERE
Milan Flagship Store
Via della Spiga 9, Milano

WHEN
Tue 25th Sep 2018
18:00-19:00
Ideal setting of unique and precious creations that are the result of ancient techniques passed on through different times by the Artisan Masters, the "Cities" make us experience a lively dimension and invite us to appreciate the colours and the exquisite materials of luxury artefacts. Finally, the "Cities" lead us to a contemporary vision of reality expressed in this exhibition.

Today, this story of beauty, experimentation and harmony keeps on living in the new, iconic 18FW Collection, with the same curious sprit and love for the creation that we find and appreciate in Stefano Boato's artwork.

"CITIES

GIALLO MARTE"

2014

95x100x5

tecnica mista,

componenti elettronici e smalti al nitro su legno.

"CITIES

GIALLO MARTE"

2014

95x100x5

tecnica mista,

componenti elettronici e smalti al nitro su legno.

Particolare