Stefano Boato 

 

 









Stefano Boato

 

Stefano Boato conduce la sua ricerca artistica su due binari paralleli, che partono dall’osservazione e dagli stimoli del mondo reale per approdare a due differenti, ma complementari ambiti di ricerca: lo sviluppo e la rielaborazione della forma, da un lato, lo studio della rappresentazione dello spazio dall’altro. Se nel primo caso è evidente la volontà citazionista che riprende ironicamente i messaggi e in genere lo stile della pop art, nell’ambito invece della ricerca spaziale la sua arte tende a liberarsi da ogni elemento descrittivo ponendo in primo piano tessiture e geometrie di linee e colori che suggeriscono in direzione spazialista originali ed inedite modalità percettive.

 

Partendo dalle teorie estetiche dell’arte concreta elabora un linguaggio aniconico fondato sulla combinazione di segni, colori, linee autonomamente elaborati dalla personale immaginazione anziché dai processi di astrazione delle immagini della natura. Le sue “tessiture”, i reticoli più o meno fitti di linee testimoniano anche una svolta in direzione cinetica, con una ricerca tesa ad approfondire e rielaborare i meccanismi della percezione e dell’illusione ottica. I colori emanano un’energia vitale che sottolinea la loro autonomia rispetto alle forme della natura e la volontà di strutturarsi attraverso rapporti dinamici che esprimano forme, dimensioni e suono attraverso gli spazi.

 

Grande osservatore della realtà contemporanea, delle forme, degli oggetti, delle scritte rielabora lo stile immediato della pop art e propone originali modalità percettive che lambiscono i confini dello spazialismo. Porta sul piano dell’espressione artistica elementi che assembla e combina, scoprendone il potenziale evocativo e rivelando, attraverso il colore pulsante, la poesia che si cela anche dentro le cose più comuni.

Lucia Majer

 


BIOGRAFIA


Stefano Boato nasce a Dolo (Venezia), Italia, l’undici settembre del 1961, dove sviluppa, crescendo, una formazione scientifica sino a completare gli studi con la laurea in Ingegneria all’Università di Padova.

Dal 1990 compie da autodidatta studi sulle tecniche pittoriche e approfondisce le conoscenze sulle avanguardie storiche con cui continua a confrontarsi esprimendo e ricercando un linguaggio autonomo e personale. La sua ricerca artistica percorre due binari paralleli, che partono dall’osservazione e dagli stimoli del mondo reale per approdare a due differenti ma complementari ambiti di ricerca: lo sviluppo e la rielaborazione della forma, da un lato, lo studio della rappresentazione dello spazio dall’altro.


Dal 2009 al 2014 si susseguono vari eventi, tra cui:

- partecipazione al “Premio Terna 02” per l'arte contemporanea con l’opera “Metropolis”nel 2009;

- la  mostra collettiva “La leggerezza della ragione”alla Barchessa di Villa Giustinian Morosini a Mirano (Ve) con Enrico Bonetto e Luca De Lorenzo Poz, curata da Lucia Majer e con la partecipazione di Fabrizio Plessi, nel giugno 2010;

- la mostra personale “Percorsi di Arte Contemporanea” all’Atelier P&L a Mira (Venezia) nel dicembre 2010;

- la partecipazione al “Premio Terna 03” per l'arte contemporanea con l’opera “La città ideale” nell’anno 2010;

- la mostra personale “18 buche” a cura di Patrizia Palomba al Golf Club Villa Condulmer a Zerman di Mogliano (Treviso) nel 2011;

- la mostra personale “Intersezioni” a cura di Lucia Majer al Cà Pisani Hotel a Venezia nel 2011 in concomitanza con la 54a Biennale d’Arte a Venezia;

- la personale “World Wide Works” a cura di Lucia Majer a Castelvecchio a Verona nell’ottobre del 2011;

- la mostra collettiva “21^ mostra internazionale d’arte” in Turchia ad Istanbul a cura dell’Accademia Internazionale La Sponda di Roma nel novembre 2011;

- una mostra permanente al Cà Pisani di Venezia con l’opera “C@ne” - 2010, 70x70 smalti al nitro su tela.

-  la mostra personale “CITIES” allo SpazioTindaci di Padova a cura di Carlotta Vazzoler con la direzione artistica di Diletta Biondani nel novembre 2014.


Vive e lavora tra Padova e Venezia.